Un viaggio nella storia. Itinerari del Risorgimento a Pisa

A conclusione di questo anno, che ha visto nella nostra città la realizzazione di molti eventi volti a celebrare la ricorrenza dei 150 anni dall’Unità d’Italia, segnaliamo che nel mese di novembre è stata pubblicata la guida “Un viaggio nella storia. Itinerari del Risorgimento a Pisa”, Edizione ETS.
In virtù del ruolo che la nostra città ha sempre ricoperto nella storia degli studi, nella elaborazione filosofica e nella partecipazione democratica, molti dei protagonisti del Risorgimento, tra i quali Mazzini e Garibaldi, la visitarono, entrando in relazione con la società colta e civile che popolava questo centro dal clima mite e dalla grande tradizione universitaria.
Abbiamo pensato allora che segnalare su una piccola guida i principali luoghi e monumenti legati al Risorgimento pisano, potesse consolidare il ricordo di una parte della nostra storia e aprire un piccolo percorso turistico all’attenzione dei visitatori.
La grandezza della Pisa medievale schiaccia con le sue meravigliose facciate romaniche i monumenti un po’ retorici e desueti del tardo Ottocento; ma se si guarda ad essi con piena cognizione del loro significato simbolico, dei modelli artistici a cui si ispirano, e degli avvenimenti che vollero ricordare, questo percorso si anima di storia e memoria, di letteratura e musica.
Di seguito viene riportato il percorso n.2, quello che comprende la Domus Mazziniana, restaurata in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia e inaugurata il 20 ottobre dal Presidente della Repubblica. http://cultura.comune.pisa.it/?paged=3

Testi  di Fabiana Campanella.

2.
Percorso: Risalendo per Via Mazzini fino al num. 71

Domus Mazzinana

Nel 1872 Giuseppe Mazzini morì in questa casa, dove trascorse, malato e sotto il falso nome di John Brown, gli ultimi mesi di una vita spesa per la rivoluzione. Nato a Genova nel 1805, laureato in giurisprudenza, carbonaro nei moti del ‘21, esule in Francia, in Svizzera e in Inghilterra, fondatore dell’associazione segreta “Giovine Italia” e poi della “Giovine Europa”, fu l’ideologo dell’Unità italiana. Personaggio inafferrabile, riuscì a tenere in scacco il Congresso di Vienna: il principe austriaco di Metternich lo definì “il genio delle tenebre”. A Marsiglia nel 1833 ricevette la visita di un giovane marinaio di Nizza, Giuseppe Garibaldi: con questa stretta di mano si decisero le sorti del Paese.
La casa pisana fu donata allo Stato dalla ricca famiglia ebrea dei Nathan Rosselli nel 1910, per farne “un santuario di fede e patriottismo”, e dichiarata Monumento Nazionale. Completamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu ricostruita e inaugurata come Domus Mazziniana alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Einaudi, nel 1952. Ospita una biblioteca di oltre 40.000 volumi, anche rari, di carattere essenzialmente storico; un archivio di documenti e cimeli legati alla memoria risorgimentale, in particolare riguardanti le imprese garibaldine o del battaglione universitario toscano impegnato nella battaglia di Curtatone e Montanara del 1848.
Tra i molti ritratti dello statista genovese, spicca quello dipinto a Londra nel 1865 dal pittore livornese, e macchiaiolo, Serafino De Tivoli, mentre tra i documenti autografi l’esposizione vanta il Giuramento della Giovine Italia (1831). Vi sono conservati anche oggetti personali, come il calamaio e la chitarra, che Mazzini amava suonare con discreta competenza. Nel 2010 si è avviato un lungo restyling della casa, rientrata nel progetto “I luoghi della memoria”, finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri per il 150esimo dell’Unità. La Domus è l’unico luogo di interesse storico nazionale riconosciuto in Toscana nell’ambito delle celebrazioni; il progetto è il secondo per importanza a livello nazionale dopo il museo Garibaldi a Caprera: con l’auspicio del Sindaco di Pisa, diventerà un centro studi sulla democrazia. Riapertura il 20 ottobre 2011, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Carrozza di Giuseppe Garibaldi

Nell’atrio di ingresso è esposta la carrozza usata da Garibaldi nel 1866, durante la III Guerra d’Indipendenza, in particolare nell’unica battaglia vittoriosa di quella guerra, a Bezzecca. È ancora visibile il buco sul mantice del veicolo attraversato da un proiettile tirolese. A bordo della vettura il Generale ormai infermo attraversò la Toscana. La donò Garibaldi stesso al veterano garibaldino pisano Giosafatte Baroni, che a sua volta ne fece dono al Comune. Fu lustro e fulcro dell’ex Museo Civico di Piazza San Francesco: spostata nel secondo dopo guerra nel nuovo Museo Civico dell’ex convento benedettino di San Matteo, fu poi rimossa in nome di una scelta curatoriale che privilegiò il collezionismo d’arte, e giacque in uno scantinato fino al 1961, primo centenario dell’Unità. Il Comune la espose nell’atrio del Palazzo Gambacorti insieme ad altri cimeli, finché la piena dell’Arno del 1966 la danneggiò. Fu messa in salvo a Marina di Pisa, nel piazzale dell’ex colonia comunale: giorno e notte all’aperto, divenne lo scenario preferito per i giochi dei bambini. Si decise di metterla al riparo in un magazzino di Via Cisanello, nel 1978. Recentemente è stata ricollocata nell’atrio della Domus Mazziniana, quasi a ricongiungere idealmente i due volti del Risorgimento.

È temporaneamente esposta nell’atrio di Palazzo Gambacorti per la durata dei lavori della Domus.

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