Piazza Garibaldi. Incontro con Davide Ferrario

Davide Ferrario è un regista, sceneggiatore, produttore e critico cinematografico, è un intellettuale che ama il cinema, la magia delle immagini in movimento, sperimenta generi e stili diversi, con l’intento di raccontare piccole storie di italiani, provinciali alla ricerca di una vita più piena. Con uno spirito critico acuto, ha realizzato commedie e drammi, e si è affezionato all’animo dell’inchiesta dei documentari.

In occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, Ferrario ripercorre con Piazza Garibaldi, un toponimo che si incontra in qualsiasi città italiana, il tragitto che da Quarto condusse i Mille a Marsala, fino poi allo storico incontro a Teano con Vittorio Emanuele II. L’obiettivo del regista è ovviamente quello di riflettere sull’Italia contemporanea, sulle divisioni tra Nord e Sud, ma soprattutto sull’assenza di uno sguardo fisso puntato sul futuro perché, come viene ben sottolineato all’inizio, se le manifestazioni di Torino nel 1961 per il Centenario avevano un carattere quasi da romanzo di fantascienza, tutto incentrato verso il domani, oggi l’atteggiamento generale è determinato per lo più da perplessità e pessimismo, preferendo concentrarsi sul qui e ora, piuttosto che cercando di spostare il nostro pensiero in avanti. Alternando il suo viaggio attraverso il Sud di oggi alla lettura della corrispondenza dei volontari garibaldini dell’epoca, Ferrario mette a nudo il progressivo venir meno dell’entusiasmo di un popolo che oggi appare sempre più smarrito e privo di coordinate: dalla Sicilia fino alla Campania, ascolta le testimonianze degli abitanti e registra i mutamenti del paesaggio, affidandosi di tanto in tanto a volti celebri (Luciana Littizzetto, Filippo Timi, Marco Paolini) per dare voce alle parole di chi la Storia d’Italia l’ha raccontata veramente; in questo senso appare particolarmente felice la riflessione di Umberto Saba sulla natura fratricida che, a partire da Romolo e Remo, sta alle fondamenta del nostro Paese. Perché, come viene più volte sottolineato, dal 1861 in poi non c’è mai stata una vera e propria rivoluzione nel nostro paese, nessuna rivolta contro i Padri, ma solo un incessante bagno di sangue tra fratelli, gli stessi “Fratelli d’Italia” che avrebbero dovuto piantare il seme di una nuova società e che invece hanno finito solamente per ammazzarsi tra di loro.

Proiezione film e incontro con il regista Davide Ferrario

Mercoledì 14 dicembre 2011, ore 20.30 – Cinema Arsenale

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