Dalla riunione degli scienziati (1839) all’unità d’Italia

La scienza ebbe un ruolo, e neppure marginale, nel processo di unificazione dell’Italia. Allora, forse più di oggi si riconosceva alla scienza e agli studi scientifici in genere, la via concreta verso lo sviluppo e la crescita di un paese. La visione degli scienziati, così come emerge dagli atti di allora, è di un’Italia unita (idealmente, ma non è cosa da poco). Si può dire, quindi, che la comunità scientifica nasca ancor prima dello Stato-Italia e ne favorisca la costituzione. Gli scienziati della penisola ‘sentono’ di appartenere a una comunità nazionale già all’inizio del XIX secolo. Non a caso in un Italia ancora divisa, ma già in fermento, il curatore degli atti della Prima riunione degli scienziati italiani, tenutosi nel mese di ottobre 1839 a Pisa, prof E. Corridi, scriveva: “Quanto io narrerò sarà per me gradita materia, stimo che sarà insieme argomento dilettevole per gli Italiani tutti a’ quali ogni cosa che torni a onore della patria che ci è comune deve e per sentimento e per debito riuscire carissima.”
Dopo di allora, la riunione fu riconvocata fino al 1948, ogni anno in una città diversa, mentre l’Italia ancora non esisteva. E in quella costellazione di Stati le riunioni unitarie avvenivano spesso sfidando la volontà (e la polizia) dei governi locali. Ma è grazie anche a queste riunioni che la scienza si afferma come uno dei grandi collanti culturali che hanno creato lo ‘spirito nazionale’ italiano.

Dalla riunione degli scienziati (1839) all’unità d’Italia

16 dicembre 2011, ore 9.30 – Aula Magna Facoltà di scienze – Università di Pisa

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito alla manifestazione una propria medaglia di rappresentanza.

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