“I fiori svelati”, simbologia e percezione al Museo San Matteo di Pisa

In questi giorni, al Museo Nazionale di San Matteo diretto da Dario Matteoni, è visitabile un raffinata installazione multimediale dal titolo “I fiori svelati” che offre un’inedita esperienza percettiva di alcuni capolavori della pittura medievale e rinascimentale.

Il Museo espone una ricchissima collezione conosciuta ed apprezzata nel mondo offrendo, in particolare, un panorama unico sull’Arte Medievale con croci dipinte della tradizione iconografica del Christus triumphans e del Christus patiens, e tavole a fondo oro dei principali maestri pisani e più in generale toscani, tra cui il Polittico di Santa Caterina d’Alessandria di Simone Martini, recentemente restaurato.

Simone Martini, Polittico di Santa Caterina, 1319-1320

Simone Martini, Polittico di Santa Caterina, tempera e oro su tavola, 1319-1320

Da questo patrimonio unico di pittura tradizionale, seguendo il filo conduttore della botanica in occasione dell’evento Pisa in Fiore, sono state selezionate undici opere in cui la ricchezza della simbologia viene svelata al visitatore coinvolgendolo emotivamente. L’installazione è stata realizzata grazie alla collaborazione di Mnemosyne (spinoff dell’Istituto TeCIP e del suo PERCRO, Laboratorio di Robotica Percettiva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) con il Direttore Dario Matteoni, che negli ultimi anni ha promosso e voluto fortemente sperimentare nuove forme comunicative attraverso la tecnologia all’interno del Museo.

I fiori svelati incentra l’attenzione prima sul particolare e successivamente sull’opera che lo contiene, invertendo la sequenza dei momenti della percezione. «Osservare un dettaglio di un’opera d’arte isolato dal contesto generale – spiega Chiara Evangelista di Mnemosyne – crea un effetto particolare, favorendo la messa a fuoco di parti dell’opera che potrebbero sfuggire a una visione d’insieme, creando al contempo la curiosità di scoprire il contesto complessivo. Arricchiscono l’esperienza sensoriale del visitatore undici suoni evocanti la natura quali canti di uccelli, scorrere dell’acqua, vento che il musicista e compositore Carlo Ipata ha utilizzato per creare appositamente altrettanti brani da associare alle immagini».

Domenico Ghirlandaio, Sacra Conversazione, 1478-1479

Domenico Ghirlandaio, Sacra Conversazione, tempera su tavola, 1478-1479, vista dell'installazione

La storica dell’arte Caterina Bay, che con Chiara Evangelista mi ha accompagnato nella visita, spiega: «L’iconografia è un ramo della Storia dell’Arte, che si occupa della descrizione, classificazione e interpretazione di quanto raffigurato nelle opere d’arte. I dettagli proposti nell’installazione, oltre ad essere un esempio della ricchezza figurativa dell’Arte Medievale e del primo Rinascimento, pongono l’accento sul differente significato che potevano assumere i simboli in relazione al contesto in cui venivano rappresentati.

Ad esempio, nella Sacra Conversazione di Domenico Ghirlandaio (1478-1479) la Vergine – che secondo la tradizione viene detta “Rosa senza spine” perché non toccata dal peccato originale – porge una rosa bianca al Bambino che tiene in braccio, con un gesto affettuoso che il Pittore riprende da Andrea del Verrocchio, maestro di Leonardo da Vinci.

In un altro contesto, nella Madonna con bambino e angeli musicanti del Maestro della Natività di Castello (prima metà del XV sec.), la Vergine Madre sta per recidere una delle rose bianche sapientemente disposte in un vaso trasparente. Il Pittore, in questo caso, vuole alludere al prossimo sacrificio del Figlio, confermato dalle espressioni malinconiche di tutti i personaggi rappresentati».

Maestro della Natività di Castello, Madonna con bambimo e angeli musicanti (prima metà XV sec), dettaglio

Maestro della Natività di Castello, Madonna con bambimo e angeli musicanti, tempera e oro su tavola, (prima metà XV sec), dettaglio

Prosegue Chiara Evangelista: «L’esposizione è attivata dalla presenza del visitatore per mezzo di un sensore, un particolare floreale tra gli undici presenti viene visualizzato su cinque teli leggeri e trasparenti. La proiezione attraversandoli crea un rarefatto effetto volumetrico e contemporaneamente si attiva una combinazione di musica e suoni della natura. La composizione di questi tre elementi è casuale, così da creare ogni volta un’esperienza unica.

Dopo cinque secondi appare sul grande schermo l’opera completa che contiene il particolare. Questo sfasamento temporale consente di focalizzare l’elemento di dettaglio per poi riconoscerlo all’interno dell’opera.

Undici cartoline con le immagini dei particolari sono esposte alla fine del percorso, sul retro è svelata l’opera e il significato dei fiori e delle piante rappresentati nei particolari. Il visitatore può appropriarsene e conservarle a memoria dell’esperienza o ricercare l’opera all’interno del Museo».

La bellezza dei dipinti dei Maestri della Pittura – che traspare dalla loro sapienza compositiva, dalla scelta cromatica, dalla gestualità contenuta dei personaggi – ci tramanda un modo di rappresentare e di rappresentarsi che tende e aspira ad un’armonia Universale. Armonia che si riflette in questa raffinata installazione tecnologica i cui stimoli multisensoriali inducono ad un incontro tra la nostra Cultura e quella di un passato da interpretare, da svelare … da frequentare.

Alvaro Pirez, Madonna col Bambino e angeli, 1410-1420

Alvaro Pirez, Madonna col Bambino e angeli, tempera e oro su tavola, 1410-1420

Museo Nazionale di San Matteo
Piazza San Matteo in Soarta – Lungarno Mediceo, Pisa

orario feriale: 8.30 – 19.00
orario festivo: 8.30 – 13.30
chiusura: ogni lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

tel: 050 541865

I fiori svelati

Progettazione
Arch. Maurizio Andruetto e Arch. Alessandra Diligenti Fossa

Contenuti
Caterina Bay

Musica
Carlo Ipata

Sviluppo software
Cristian Lorenzini

Per info e approfondimenti potete contattare Chiara Evangelista
chiara@sssup.it

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