Luigi Pellegrin, esperienze sociali e visioni di Architettura a Pisa.

In “Visioni di Architettura” al Bastione Sangallo di Pisa, fino a questa domenica, saranno esposte opere grafiche e plastici di Luigi Pellegrin, progettista radicale e sperimentale, tra i massimi esponenti dell’architettura organica italiana.

La rassegna è organizzata dall’Associazione Pisastudium, in collaborazione con Studio Bianchi di Roma e AIAC – Associazione Italiana Architettura e Critica. La mostra, con il convegno che l’ha aperta, offre un’occasione di conoscenza, approfondimento e riflessione sul lavoro di Luigi Pellegrin e sulle sue proposte sperimentali tra cui il Complesso scolastico Concetto Marchesi, realizzato a Pisa negli anni ‘70.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni.

La prima intitolata Copiare Saturno, a cura dello Studio Bianchi, presenta e integra disegni, opere grafiche e plastici esposti nell’omonima mostra tenuta a Roma nel 2014. I lavori esemplificano il percorso di ideazione e riflessione dell’Architetto, in cui concetti e temi si precisano e chiariscono, in un continuo work in progress. In questa sezione emergono, tra gli altri, i progetti presentati al Concorso Nazionale per il Quartiere in zona Cardillo (ZEN) di Palermo (1970), e al Concorso Internazione per il Parco La Villette di Parigi (1983).

Luigi Pellegrin, Concorso Nazionale Quartiere in zona Cardillo (ZEN), Palermo, 1970

Luigi Pellegrin, Concorso Nazionale per il Quartiere in zona Cardillo (ZEN), Palermo, 1970


La seconda sezione, dal titolo Segno1, ripercorre le fasi che hanno contraddistinto la vicenda del Complesso scolastico Concetto Marchesi, dall’ideazione alla realizzazione di Pellegrin, fino alle successive vicende relative alla gestione dell’opera. “Segno1” fu il motto con cui Pellegrin identificò il progetto che gli valse il primo posto al Concorso Nazionale indetto dalla Provincia di Pisa, nel 1972.

Completa l’esposizione, la proiezione di un documentario sulla figura dell’Architetto romano.

Nel secondo dopoguerra si inaugura una nuova stagione di rinnovamento nel campo della progettazione architettonica e urbanistica.

È il 1952, Ernesto Nathan Rogers lancia lo slogan “Dal cucchiaio alla città”: l’architetto contemporaneo è, o dovrebbe essere, una figura professionale che si impegna in ogni aspetto del design, dall’oggetto d’uso comune, alla pianificazione su scala urbana e territoriale. Tra le diverse tendenze che animarono il dibattito internazionale, nel secondo dopoguerra, Pellegrin fu tra coloro che idearono proposte tra le più innovative e ardite. Una ricerca, la sua e di altri, tesa a realizzare nuovi modelli urbani, cioè sistemi edilizi capaci di innescare e favorire virtuose dinamiche tra l’individuo, la collettività, la città, il territorio e l’ambiente. Organismi a grande scala, che offrissero un uso non convenzionale e flessibile degli spazi, aperti a relazioni inedite con il contesto. Queste urbatetture (architettura + urbanistica) – come furono definite dal critico Bruno Zevi, teorico dell’architettura organica – proponevano nuove modalità di fruizione e vita comunitaria. Attraverso la cosiddetta architettura disegnata il dibattito fiorì nelle Università, sulle riviste specializzate, nei concorsi di idee, nelle esposizioni internazionali, mentre alcune esperienze sociali furono guidate dagli stessi architetti, come quelle condotte da Leonardo Ricci. L’architetto, toscano d’adozione, nel dopoguerra opererà ricerche sullo spazio comunitario animando le comunità del Villaggio Monte degli Ulivi di Riesi in Sicilia (1963-66) e di Agàpe a Prali, in Piemonte (1946), costruita facendo spaccare e trasportare le pietre a giovani ex partigiani ed ex fascisti, perché anche loro imparassero a “ricostruirsi” insieme. O come i megaedifici ecologici e autosufficienti di Paolo Soleri, teorico delle arcologie (architettura + ecologia), ideatore e sviluppatore con studenti e volontari, della comunità di Arcosanti (1970), in Arizona.

Paolo Soleri, studio per Arcosanti, 1969

Paolo Soleri, studio per Arcosanti, 1969


La sua idea di sviluppo urbano si concentrava sul fornire alternative allo spreco e alla duplicazione delle risorse, sul risanamento del territorio, sull’eliminazione della maggior parte del trasporto privato a vantaggio di quello collettivo e sul maggior uso di risorse sociali come biblioteche e luoghi ricreativi.

Esperienze sociali uniche in cui la forma costruita, pur notevolissima, fu secondaria rispetto alla forma sociale: l’Architettura come strumento.

L’architettura è organica quando trae dal contesto fisico e sociale la sua ragion d’essere. Come un organismo, l’edificio vive delle relazioni che è capace di captare, assecondare e stimolare.

L’ambiente, l’individuo e la società con le loro esigenze e istanze, a cui l’Architettura è chiamata a rispondere, sono al centro della progettazione. Come lo stesso Pellegrin scrive: «L’architetto non è una figura professionale, è un’entità scelta dal gruppo sociale per visualizzare e costruire il livello di qualità raggiunto da quel gruppo; l’organismo realizzato funzionerà allora da incubatrice, organizzando in scambi positivi i conflitti reali del momento».

Il Complesso scolastico pisano, inaugurato nel 1974, rappresenta uno dei rari esempi in cui teoria e prassi, immaginazione e pragmatismo poterono trovare una concreta occasione di realizzazione. In questo organismo edilizio la copertura inclinata, precisa Pellegrin nella relazione di progetto, è uno spazio collettivo, una piazza attrezzata che restituisce il terreno sottratto dall’edificio. Una “collina artificiale” che sale dal livello stradale, fino a dialogare con il paesaggio dei Monti Pisani. L’Architetto romano muove da riflessioni sulla città diffusa e dispersa, in rapida e disordinata crescita (urban sprawl), con il conseguente spreco di territorio. Poggiandosi sulle colonne in calcestruzzo, la struttura in travi e solai prefabbricati solleva i volumi che la articolano, lasciando libero lo spazio sottostante.

Luigi Pellegrin, Complesso scolastico Concetto Marchesi, Pisa, 1972-74

Luigi Pellegrin, Complesso scolastico Concetto Marchesi, Zona Auditorium, Pisa, 1972-74


Il Complesso risulta, così, permeabile da ogni direzione. Mentre gli ambienti, inondati di luce grazie alle ampie vetrate, suddivisi da pareti mobili, possono essere organizzati di volta in volta in base alle esigenze della didattica. Auditorium, laboratori, mensa, piscina e pista d’atletica, servizi commerciali, e poi la biblioteca, ampie aule e spazi di transizione e relazione (a sostituire i corridoi), aprirono la scuola alla fruizione di tutti i cittadini, favorendo lo svolgimento di attività durante l’intero arco della giornata e dell’anno.

Segno1 si offrì come nuovo strumento per una scuola aperta: non più “fortezza” ottocentesca, ma ambiente di incontro per insegnanti, allievi, genitori e cittadini, luogo dove sviluppare programmi educativi alternativi.
Tuttavia, dopo l’iniziale novità, alcuni problemi costruttivi mai del tutto risolti, un lento ritorno alla didattica ordinaria e alcuni interventi che in parte snaturarono l’idea originaria, ricondussero il Complesso scolastico ad un utilizzo di tipo convenzionale.

Oggi, questo “organismo” ferito, nella carenza di risorse in cui versa la scuola italiana, è al centro della riflessione su temi quali la conservazione o la dismissione di opere dell’architettura contemporanea.

Definire concluso il ciclo di vita del Complesso o recuperarne e svilupparne le potenzialità inespresse?

Forse, come affermava l’Autore, vinceranno gli uccelli: hanno capito che era più degno e salubre abitare il Pianeta appoggiandosi part-time, coabitando terra e cielo.

Il dibattito è aperto.

Visita al Complesso scolastico Concetto Marchesi.

La mostra Luigi Pellegrin, visioni di Architettura a Pisa è aperta fino a domenica 15 marzo dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 fino alle 18:00 allo Spazio espositivo Bastione Sangallo di Pisa.

Pisastudium è un’associazione culturale senza fini di lucro nata come osservatorio di trasformazione urbana e laboratorio di idee, in dialogo con i cittadini, Amministrazioni e operatori culturali, attraverso la sperimentazione di forme di studio e comunicazione innovative.

info: pisastudium.it

A questo link la Photo Gallery della Mostra by Vincenzo Labellarte

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