Il colore della vita

di Alessandra Benedetti

Volterra, culla della civiltà etrusca, ospita – fino al 31 dicembre 2015 – l’artista che, più di ogni altro, ha saputo esaltare il colore rosso, Giovan Battista di Jacopo, detto appunto il Rosso Fiorentino – principale esponente dei cosiddetti “eccentrici fiorentini”, i pionieri del manierismo in pittura.

Il rosso, colore sanguigno e vitale per eccellenza, è rivisitato in ogni sua sfumatura attraverso il lavoro di Giovan Battista di Jacopo (1495-1540) e una, tra le sue opere, è omaggiata quale massimo risultato dell’artista, La Deposizione dalla Croce (1521).

La mostra Rosso Fiorentino. Rosso Vivo. La Deposizione, la Storia, il ‘900, il Contemporaneo, ideata e diretta da Alberto Bartalini e curata da Vittorio Sgarbi in collaborazione con Arthemisia Group, è un percorso quasi teatrale, in più “atti” – tanti quante le sedi dove è stata collocata e che comprendono: la Pinacoteca, l’Ecomuseo dell’Alabastro, il Palazzo dei Priori e il Museo Etrusco Guarnacci.

Presso la Pinacoteca, in particolare, il pubblico può ammirare il succitato capolavoro, La Deposizione dalla Croce – definito da Sgarbi “l’anima di Volterra” – circondato da opere di altri grandi artisti del Quattro e Cinquecento, tra i quali Domenico Ghirlandaio e Benvenuto di Giovanni del Guasta.

La lettura complessiva privilegia, comunque, la modernità del Rosso Fiorentino, il fatto che egli abbia anticipato magistralmente movimenti quali il cubismo, l’astrattismo e l’arte concettuale. Come spiega Ilario Luperini: “La Deposizione dalla Croce del Rosso Fiorentino […] fissa un attimo del convulso movimento teatrale; la fatica morale e fisica, lo spasimo della deposizione. Il corpo di Cristo […] viene calato con premura ed estrema attenzione verso il basso dove lo attende la pietà dei credenti. Il pathos è al culmine; l’azione drammatica è fermata nel momento in cui tutti gli attori all’unisono esprimono un umanissimo dolore, intonano un pietoso cantico dopo la tragedia e prima del compianto” e, aggiungeremmo noi: la disposizione stessa delle scale, asimmetrica, produce un profondo e inaspettato moto violento, ancor più intensificato dall’incertezza degli appoggi cosicché gli uomini sembrano insicuri mentre calano il corpo di Cristo, e il Rosso tende a marcare, attraverso la composizione, la loro falsa sicurezza.

Lungo l’intero percorso espositivo, che collega vari punti della cittadina etrusca, si osservano poi importanti opere del panorama nazionale e internazionale che, direttamente o indirettamente, rimandano a quella irregolarità, eccentricità ed essenzialità, tipiche del Rosso Fioretino: ne è un esempio Igor Mitoraj che, in questa sede, è presente con Torso del Lago (2002) o, ancora, Fausto Pirandello con Donne sulla scala (1934). Come spiega ancora Ilario Luperini “[...] Una rappresentazione […] in cui entrano come inconsapevoli comparse tutti i visitatori. Un teatro diffuso, un dramma partecipato. Il Rosso vive e coinvolge. Per la prima volta si irradia in tutta la città con la sua impressionante forza comunicativa”.

La mostra rappresenta un unicum nel panorama volterraneo, sia per il lavoro certosino che ha portato varie personalità della cultura a dare vita a un evento così bene articolato, sia per la durata stessa, biennale, dell’esposizione che coinvolge l’intera città e si impegna a essere un work in progress.

La mostra continua
Pinacoteca, Museo Civico e altre Sedi

Volterra (Pisa)
fino al 31 dicembre 2015
orari: Pinacoteca Civica, dalle ore 9.00 alle ore 19.00; Ecomuseo dell’Alabastro, dalle ore 9.30 alle ore 19.00; Palazzo dei Priori, dalle ore 10.30 alle ore 17.30; Museo Etrusco Guarnacci, dalle ore 9.00 alle ore 19.00; Teatro Romano, dalle ore 10.30 alle ore17.30; Battistero di San Giovanni, dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Rosso Fiorentino. Rosso Vivo. La Deposizione, la Storia, il ‘900, il Contemporaneo
ideata e diretta da Alberto Bartalini
a cura di Vittorio Sgarbi

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