Cenacolo musicale

di Luciano Uggè e Simona M. Frigerio

Nella splendida cornice del refettorio della Certosa di Pisa, a Calci, l’Accademia Musicale Stefano Strata presenta il Concerto dell’orchestra di chitarre Stefano Strata. Maestro concertatore un nome che non ha bisogno di presentazioni, Flavio Cucchi.

Ensemble inedito con 13 chitarre classiche per il Concerto che si è tenuto sabato 7 giugno a Calci, dove si è eseguito un programma variegato e godibile che ha spaziato dalla musica barocca di Vivaldi al minimalismo di Leogivildo Brouwer. Naturalmente, vista la scelta degli strumenti, si è proceduto a una serie di trascrizioni per chitarra – ben articolate e perfettamente orchestrate – che hanno convinto pienamente il folto pubblico presente.
Dopo un inizio spumeggiante con il Concerto Grosso di Antonio Vivaldi (per violini e orchestra), che ha entusiasmato la platea al punto da ricevere gli applausi già dopo l’allegro, si è passati al quintetto per archi di Boccherini, La musica notturna delle strade di Madrid. Grazie all’ottima trascrizione, l’attacco del minuetto è risultato straordinariamente contemporaneo e il minuetto stesso si è sposato talmente bene al suono della chitarra classica da creare nuovi e insoliti universi di senso. La passacaglia, infine, ha dimostrato sonorità decisamente in sintonia con le armonie proprie degli strumenti.
Prima dell’intervallo, spazio a uno tra i più celebri lieder composti da Schubert, datato 1817, in origine per voce e piano, Die Forelle (in italiano, La trota).
La seconda parte del programma, dopo il Concerto in re maggiore (per 4 violini) di Telemann, presenta alcuni autori contemporanei di fama ma anche di spessore. Del pianista e compositore cubano Ernesto Lecuona si eseguono due brani, Córdova e Andalucía. Scritti per pianoforte, entrambi si sposano perfettamente al suono delle chitarre, anche se è il secondo a entusiasmare il pubblico con le sue ampie volute e un’orecchiabilità che definiremmo charmante.
A seguire, il pezzo che ha strappato l’applauso più caloroso in assoluto (e che, in parte, è stato riproposto anche tra i bis), Paesaggio cubano con pioggia di Leogivildo Brouwer. Il brano, pensato già in origine per chitarra, ha l’incanto di un giardino giapponese che risuoni sotto le gocce marzoline. È facile chiudere gli occhi e immaginarsi un ciliegio in fiore che grondi pioggia e altrettanto facile, nel crepitìo e nello scoccare degli strumenti, più che la grandine, ravvisare le fiamme che si innalzano dai legni scricchiolanti del Padigione d’oro di Mishima. Come se un pezzetto di Giappone si fosse trasferito nel cuore di Cuba.
Prima dei bis, gran finale con Palladio, del gallese Karl Jenkins – probabilmente conosciuto ai più per aver fatto parte dei mitici Soft Machine. Composizione ariosa, filmica e ben orchestrata che stimola uno scroscio di meritati applausi finali.

Il Concerto dell’orchestra di chitarre Stefano Strata si è tenuto:
presso il Refettorio della Certosa Monumentale
Calci
sabato 7 giugno, ore 17.00
Orchestra composta da:
prime chitarre, Alessandro Nobili, Diego Ruschena, Dario Atzori, Simone Pierotti; seconde chitarre, Antonella Vizzi, Mario Pingitore, Nicola Fenzi; terze chitarre, Nicola Dardanis, Daniela Bruschi, Francesco D’Angelo; quarte chitarre, Stefano Quaglieri, Roberto Borghini, Maria Marchetti.

Musiche:
A. Vivaldi (1678-1741) Concerto Grosso
L. Boccherini (1743-1805) La musica notturna delle strade di Madrid
F. Schubert (1797-1828) Die Forelle
G. P. Telemann (1681-1767) Concerto in re maggiore
E. Lecuona (1895-1963) Córdova, Andalucía
L. Browver (1939) Paesaggio cubano con pioggia
K. Jenkins (1944) Palladio

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