Every colour you are

di Simona M. Frigerio e Luciano Uggè

Come nella lirica di David Sylvian, il palcoscenico del Verdi di Pisa si illumina dell’arcobaleno multicolore delle emozioni, scolpite nello spazio da AterBalletto.

Parterre delle grandi occasioni pisane per salutare la serata di debutto di NID Platform 2014, che ha visto protagonista la Compagnia AterBalletto – un nome che non ha bisogno di presentazioni.

Tre le coreografie presentate da AterBalletto, tra le quali la nuovissima DON Q Don Quixote de la Mancha – firmata da Eugenio Scigliano. Sullo sfondo di una scenografia nel contempo funzionale e suggestiva (di Carlo Cerri), dove vele o frammenti di specchi rimandano a paesaggi altri, sogni infranti, riflessi dell’animo tormentato del protagonista di Cervantes, si srotolano i sogni e i rimandi agli episodi celeberrimi delle avventure dell’hidalgo più amato di Spagna. I personaggi del romanzo sembrano tornare, in carne e ossa, dalle pagine sbiadite del libro e riempire lo spazio con i loro corpi, che disegnano emozioni astratte con la stessa abilità con la quale rivendicano caratteri e passioni. Per un attimo sembra di vedere Chisciotte e Sancho Panza intraprendere il loro viaggio – ai confini tra sogno e realtà. Poi è tempo di sfide contro i mulini a vento, la mente vacilla e le greggi si trasformano in eserciti, finché d’un tratto è l’ora di amare e di battersi in duello. Ma, come tutti sanno, Chisciotte sarà sconfitto perché “Dulcinea del Tobosco è la più bella donna del mondo e io il più disgraziato cavaliere“. Finale oltremodo suggestivo: il sognatore rinuncia alla sua armatura e, simbolicamente, ai suoi sogni – non vi sarà speranza perché i suoi personaggi possano sopravvivergli ma anche a lui non resterà che soccombere di fronte a questa nostra realtà.

Un breve intervallo ed è il momento di Cristina Rizzo che firma per AterBalletto, Tempesta. A caratterizzare la seconda coreografia della serata, musiche – di Olivier Messiaen e Terre Thaemlitz – e struttura che scindono la composizione in due parti, forse troppo distanti l’una dall’altra. Ben costruiti i movimenti e le prese della prima parte, dove l’ensemble si esprime come una massa di corpi in cerca di un legame profondo. Interessante e di grande effetto il disegno luci della seconda, che rimpicciolisce i danzatori a esili figure, a un’umanità che nel progressivo avanzare verso l’epoca moderna sembra tentare approcci diversi per affermare la possibilità di dialogo tra due soggetti e tra i molti.

Ultima coreografia della serata, Rain Dogs, ispirata alle musiche di Tom Waits e ideata da Johan Inger. Un lavoro profondamente e sagacemente auto-ironico che mostra tutte le corde del genio creativo del cantautore statunitense mixando con sagacia, come fa del resto lo stesso Waits, recitazione e musica, pantomima e – in questo caso, ovviamente – danza, ma danza come espressione profonda non solamente del sé ma anche di un insieme di caratteri tipici di un ambiente, di suggestioni umane rintracciabili, a livello letterario, nell’Arturo Bandini di Chiedi alla polvere: “Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo”, o nel Nick Belane di Pulp: “Stavo in ufficio, il contratto d’affitto era scaduto e McKelvey voleva ricorrere al tribunale per sfrattarmi”. Un’umanità borderline, da locali jazz fumosi, hard boiled, di un’America altra. Bellissimo inizio perfettamente recitato con un affabulato che si perde nel gesto. Una suggestiva pioggia argentata ricopre spazi e corpi che si afferrano e si lasciano, straziati. E poi ecco la voce roca che racconta la storia di Frank’s Wild Years: “Never could stand that dog” e il finale, ubriaco, sporco, soffocato, si stempera in una tra le citazioni più celebri del menestrello triste di Pomona: “The piano has been drinking, not me, not me, not me, not me, not me!

Applausi scroscianti e siamo solo alla prima giornata.

Foto: DON Q – Dario Lasagni

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito di NID Platform 2014:
Teatro Verdi
- Pisa
giovedì 22 maggio, ore 21.00
AterBalletto presenta:
DON Q Don Quixote
coreografia Eugenio Scigliano
Tempesta
coreografia Cristina Rizzo
Rain Dogs
coreografia Johan Inger

membri della Compagnia: Noemi Arcangeli, Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Hektor Budlla, Alessandro Calvani, Martina Forioso, Johanna Hwang, Philippie Kratz, Marietta Kro, Ina Lesnakowaki, Valerio Longo, Ivana Mastroviti, Riccardo Occhilupo, Giulio PichiniI, Roberto Tedesco, Laura Nicole Viganò, Serena Vinzio e Chiara Viscido

Gli appuntamenti di oggi, venerdì 23 maggio:
ore 15.00 – Ridotto Teatro Verdi
Pisa
Marina Giovannini/Cab 008
Meditation on beauty n. 1 – Meditation on beauty n. 2

ore 16.00 – Teatro Sant’Andrea
Pisa
Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz
Grandmother

ore 17.00 – Teatro Verdi
Pisa
Mauro Astolfi/Spellbound Contemporary Ballet
Relazioni (pericolose)

ore 19.15 – Teatro Era, Sala Salmon
Pontedera (PI)
Compagnia Enzo Cosimi
Welcome to my world

ore 20.45 – Teatro Era, Sala Salmon
Pontedera (PI)
Riccardo Buscarini/TIR Danza
Athletes
Vincitore di The Place Prize for Dance 2013

ore 21.55 – Cinema Teatro Lux
Pisa
Claudia Catarzi/Company Blu
Qui, ora

ore 22.30 – Teatro Verdi
Pisa
Alessandro Sciarroni
Untitled_I will be there when you die

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