In punta di fioretto

di Simona M. Frigerio e Luciano Uggè

Al Teatro Rossini di Pontasserchio applausi calorosi e meritati per Piccoli suicidi in Ottava Rima – firmato da I Sacchi di Sabbia. Quando l’innesto tra tradizione e innovazione funziona.

Troppo spesso dalla ripresa di forme arcaiche di rappresentazione si ottengono spettacoli stantii e terribilmente noiosi – da eruditi, cultori o esegeti, ma privi di appeal per il grande pubblico. E altrettanto spesso l’innesto di temi contemporanei su generi classici svuota di senso la forma pur rendendo ostica la comprensione del messaggio – tanto da far dubitare che ve ne sia uno.
L’esperimento de I Sacchi di Sabbia, Piccoli suicidi in Ottava Rima, Volume I, che si concluderà a Primavera dei Teatri 2014 è, al contrario, un raro esempio di innesto perfettamente riuscito – dove grazia e leggerezza, rispetto della forma arcaica e sagacia nell’innovazione tematica e testuale si coniugano talmente bene da regalare un’ora di puro godimento al folto pubblico presente al Teatro Rossini.
I quattro episodi di cui si compone lo spettacolo sono ripresi soprattutto dall’immaginario filmico: oltre a L’invasione degli Ultracorpi, da notare il mitico duello di Pat Garrett e Billy the Kid, entrato nell’immaginario collettivo grazie alla celebre pellicola del ‘73 diretta da Sam Peckinpah; e, ancora, la figura del licantropo che recita ostinatamente Rainer Maria Rilke e che ha il tocco ironico e surreale del Polanski di Per favore, non mordermi sul collo! (anche se, in quel caso, si trattava di vampiri). Tutti e quattro sono recitati in ottava rima e in quartine di ottonari (il che significa, per semplificare, con una metrica e un ritmo che rimandano ai nostri poemi cavallereschi), e sanno coniugare con garbo la solitudine poetica del baccello alieno che si trasforma in un umano, molto umano – guardando Liz Taylor e Paul Newman in La gatta sul tetto che scotta e sorseggiando ‘na tazzulella e’ café – con la vena romantica di un lupo mannaro che diventa preda lui stesso di Cappuccetto Rosso, e le istanze marxiste di uno spermatozoo che si rifiuta di buttarsi nella mischia arrivistica e ipotizza una società dove ogni spermatozoo possa aspirare al proprio ovulo: «demagogico!» (una tra le migliori battute dello spettacolo).
La parodia dei generi – dal western all’horror passando per il sentimentale – funziona perfettamente e, sebbene Piccoli suicidi in Ottava Rima sia il frutto di un grande mestiere e tanto studio, il risultato raggiunge un tale equilibrio e parvenza di semplicità da sbalordire.
A questo punto attendiamo fiduciosi la conclusione del progetto, che andrà in scena a Primavera dei Teatri – dal 27 maggio al 2 giugno, come sempre a Castrovillari.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Rossini

piazza Togliatti
Pontasserchio – San Giuliano Terme (Pisa)

I Sacchi di Sabbia presentano:
Piccoli suicidi in Ottava Rima, Volume I
ideazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo
regia Giovanni Guerrieri con la collaborazione di Dario Marconcini
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano e Giulia Solano
consulenza all’Ottava Rima Enrico Pelosini
consulenza al canto Andrea Bacci ed Enrico Baschieri
produzione I Sacchi di Sabbia in co-produzione con Armunia

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