A La Città del Teatro, sabato 10 maggio, tanti appuntamenti Senza Sfumature

Redazione

A Cascina, un’intera giornata dedicata alle donne e alla loro rappresentazione nella cronaca e nella finzione. Alle ore 19.00 – in prima nazionale – Zaches Teatro presenta Pinocchio e, a seguire, il debutto di Bulle & Impossibili di Donatella Diamanti.

Commedia, fantasia, cronaca si mescoleranno, il 10 maggio, sui palcoscenici de La Città del Teatro, mostrando le donne dai punti di vista più eterogenei, per accendere la riflessione. Per parlare ai giovani e agli adulti, agli uomini ma anche alle donne, ché non dimentichino il valore delle conquiste fatte sul rispetto e sulla parità, e continuino il cammino verso le nuove.

Si inizia la mattina, alle ore 11.00, con le scuole del territorio, che saranno invitate alla proiezione del lungometraggio: Solo per farti sapere che sono viva di Simona Ghizzoni ed Emanuela Zuccalà. Un viaggio attraverso il deserto, nel Sahara occidentale e nel sud dell’Algeria, per scoprire, attraverso gli occhi e le voci delle donne Saharawi, l’impatto della guerra sulle loro vite, la storia di un popolo che rischia di essere dimenticato. Il documentario sarà replicato alle 16.45 – a ingresso libero.

Si prosegue, alle ore 19.00, con Pinocchio. Storia di un burattino e della fata che gli cambiò la vita – regia e drammaturgia di Luana Gramegna.

Ci troviamo in un Teatro di Marionette dismesso, in un luogo dal sapore incantato, a raccontare una storia che vede come protagonista un burattino, creato di proposito per calcare le scene. A ben vedere, però, c’è un curioso ribaltamento in atto: anziché essere i pupazzi a rappresentare gli esseri viventi sono gli attori – umani – a rappresentare dei burattini. Ad accompagnare il pubblico in questo mondo liminale, frontiera magica tra sogno e realtà, sarà la figura enigmatica della Fata-bambola turchina, che racconterà le vicende di Pinocchio. Sarà lei la narratrice, manipolatrice della storia, che – usando una serie di trucchi teatrali – guiderà il burattino nelle sue avventure-disavventure.

Sarà anche allestita un’esposizione con immagini, foto e video, con l’obbiettivo di mostrare al pubblico qualcosa che normalmente non si vede: il processo creativo che sta alla base di uno spettacolo.

Gran finale, alle ore 21.00, con la nuova produzione di Fondazione Sipario Toscana, Bulle & Impossibili. Cronaca di un miracolo supplementare – di Donatella Diamanti, con Katia Beni, Sonia Grassi, Erina Maria Lopresti (in arte Le Galline) e Letizia Pardi.

A quasi vent’anni dal debutto, Fondazione Sipario Toscana onlus, propone il restyling di una tra le sue produzioni più esilaranti. Una commedia, cult di repertorio, che vede in scena tre signore ormai alla soglia dei cinquant’anni a caccia di espedienti per la sopravvivenza e una quarta, madre di tutti gli stereotipi, che mostrerà loro una singolare via di riscatto.

Le donne, si sa, non hanno mezze misure e quando decidono che è giunta l’ora di cambiare vita, la cambiano. Costi quel che costi. Eva, Betty e Linda hanno scelto un modo poco ortodosso per farlo, ma Eva, Betty e Linda non sono soggetti che si incontrano a ogni angolo di strada e, in fondo, è meglio così. Soprattutto adesso che si sono comprate tre pistole. Legittima difesa? No, rapina. Del resto quando i cinquanta bussano alla porta non si può certo non aprire; ma, con i cinquanta, da quella stessa porta entrano in pompa magna anche tutte le conseguenze che la mezza età ‘regala’. Magari fosse solo una questione di rughe. In gioco c’è molto di più, c’è la sopravvivenza, perché a cinquant’anni – guardiamo in faccia la realtà – chi te lo dà un lavoro? Tanto vale entrare in banca, puntare una pistola, anzi tre, contro il cassiere e prendersi, in un colpo solo, quanto non si riuscirebbe a metter da parte neppure in tre vite intere.

Ma ecco che, un evento inatteso, ribalta di colpo l’andamento delle cose. Alla faccia di chi dice che le donne sono troppo competitive per aiutarsi tra di loro, un quarta donna, con la D maiuscola, piomba all’improvviso nella vita delle neo-criminali offrendo loro un’inattesa occasione di riscatto, una di quelle occasioni che difficilmente capitano nella vita… a meno di non essere protagoniste di un miracolo.

L’importanza di riportare a Cascina questo spettacolo è racchiusa nei temi trattati, deformati da una pungente vena comica: mancanza di lavoro, disperazione, voglia di rivincita di un gruppo di donne, tanto originali quanto personaggi a tutto tondo.

Twitter del.icio.us Digg Facebook linked-in Yahoo Buzz StumbleUpon

Comments are closed.