Una creatura bicefala

di Martina Di Gregorio

«A teatro tutto è possibile»: è con queste parole che Iaia Forte si trasforma in Tony Pagoda, il cantante napoletano che l’ha conquistata, subito dopo aver letto a voce alta il monologo del libro di Sorrentino.

La mitica Iaia Forte che, in questo momento, è all’apice del successo – dopo l’Oscar a La Grande Bellezza, l’abbiamo vista, qui in Toscana, ne Le Operette Morali - arriva al Teatro Rossini di Pontasserchio con Hanno tutti ragione, il monologo di Tony Pagoda, personaggio tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Sorrentino, che narra la storia di un cantante melodico napoletano, macho e cocainomane, ispirato al personaggio interpretato da Tony Servillo nel film L’Uomo in più – diretto dallo stesso Sorrentino nel 2001.
Forte incarna questo personaggio senza mai perdere di vista la sua elegante femminilità, costruendo una sorta di “creatura bicefala” poiché – nonostante il personaggio che interpreta sia l’emblema della mascolinità – la magnetica attrice partenopea non cerca di nascondere quella grazia e quella dolcezza, estremamente sexy, che la distinguono. Non a caso, interpretando Tony, Iaia indossa indumenti che non celano le sue forme morbide: pantaloni e camicia aderenti, a evidenziare fianchi e seno. Questa è certamente un’operazione voluta poiché – come l’attrice/autrice ha confermato durante l’incontro con il pubblico, avvenuto dopo lo spettacolo – vi è in Tony Pagoda una fragilità tutta femminile: un voler riempire la vita di lavoro ed eccessi (viaggi, prostitute, oggetti di lusso) per non sentirsi mai solo, per sanare delle ferite, per allontanare la solitudine che ha scoperto ancora bambino, quando – durante una passeggiata con i genitori – ha provato un misto di felicità e delusione, la delusione amara di chi comprende che la felicità è effimera e che ognuno di noi deve fare i conti, prima o poi, con la morte.
È questo che intenerisce e avvicina Iaia al personaggio, con la sua aria da duro che cerca di proteggersi dalle amarezze della vita.
La scena si apre con i riflettori rossi puntati su Tony, con in bocca una sigaretta accesa, mentre balla – come un lupo affamato – con la sua amante/soubrette, Francesca Montanino (produttrice dello spettacolo). Un Tony Pagoda che rimanda, nelle movenze e nel look, a Elvis Presley, indossa una parrucca rossiccia all’apparenza semiplastificata, occhialoni e abiti anni 70: giacca nera con paillettes, camicia rossa e pantaloni aderenti. L’unico oggetto d’arredo, sempre presente, è la scritta Tony P. – composta da lampadine applicate su ferro battuto bianco – posata a terra, in fondo al palco.
Elemento di indubbio valore è la musica, che assume un ruolo centrale. Il/la protagonista canta dal vivo, infondendo un ritmo sensuale a uno spettacolo che affascina il pubblico, tanto che gli spettatori accompagnano Pagoda, quando Iaia punta il microfono verso di loro, così da creare una relazione quasi intima tra sé e la platea – come raramente avviene a teatro.
Ultima nota di merito va alla scelta del linguaggio: Forte-Pagoda non utilizza il dialetto napoletano in maniera marcata, come nel caso di Servillo, ma – nonostante le origini dell’attrice – Iaia preferisce discostarsi dalla macchietta, dando vita a un personaggio a tutto tondo che, grazie al suo modo di parlare, può arrivare a ogni platea e offrire al pubblico, ma anche all’interprete, la possibilità di scavarne a fondo l’essenza.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Rossini

Pontasserchio – San Giuliano Terme (PI)
giovedì 17 aprile, ore 21.00

Hanno tutti ragione
tratto dal testo di Paolo Sorrentino
con Iaia Forte
canzoni di Pasquale Catalano e Peppino Di Capri
eseguite da Fabrizio Romano
elementi scenici Katia Titolo
aiuto regia Carlotta Corradi
disegno luci Paolo Meglio
foto di scena Rocco Talucci
amministrazione Valeria Pari

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