Un doppio appuntamento teatrale da non perdere, sabato 29 marzo, al Teatro Era di Pontedera

Comunicato stampa

Grande serata a Pontedera con la seconda tappa del Progetto Extra Pontem e Il Guaritore di Teatro Minimo.

Sabato 29 marzo, alle ore 19.00, in piazza Trieste, si terrà il secondo appuntamento di Extra Pontem, un progetto del Comune di Pontedera e della Fondazione Pontedera Teatro nel quartiere Fuori del Ponte, che si concluderà a ottobre con uno spettacolo teatrale in cui saranno protagonisti gli stessi abitanti. Curato dalla giovane regista danese Anna Stigsgaard il progetto prevede ogni mese un appuntamento in un luogo diverso con storie, musiche, paesaggi e passi di danza per conoscere e far conoscere il quartiere a passo d’uomo. La finalità del progetto è quella di mettere in grado gli abitanti del quartiere e della città di comunicare contenuti, linguaggi e forme di presenza che la situazione economica e sociale dell’ambiente rende molto complicate.
In questa occasione Michele Santeramo, drammaturgo e attore del Teatro Minimo, leggerà un suo racconto, scritto ispirandosi al quartiere di Fuori del Ponte. Alla lettura seguirà un aperitivo itinerante in via Veneto, accompagnato da musiche e canti dei musicisti del quartiere.

A seguire, alle ore 21.00, il teatro Era accoglierà il testo vincitore della 51° edizione del Premio Riccione per il Teatro, Il Guaritore, scritto da Michele Santeramo e diretto da Leo Muscato. Interpretato da Vittorio Continelli, Simonetta Damato, Gianluca delle Fontane, Paola Fresa, Michele Sinisi, lo spettacolo mette in scena un uomo anziano e malato che abita con il fratello e riceve in casa propria le persone che deve guarire con una formula semplice ma efficace. Non un mago o un santone, ma semplicemente una persona che prova, con ironia e leggerezza, a porsi tra il malessere dei suoi pazienti e la soluzione dei problemi, vivendo sulla linea d’ombra tra realtà e fantasia, come ogni personaggio della scena. Lo spettacolo, prodotto da Pontedera Teatro e Teatro Minimo, sta riscuotendo un notevole successo di critica e di pubblico.

La Giuria del Premio Riccione, composta da Alessandro Gassman, Umberto Orsini, Fabrizio Gifuni, Elio De Capitani, Fausto Paravidino e Isabella Ragonese, ha scritto: “Il testo di Michele Santeramo è un testo vivo. È un testo teatrale, che non rinuncia mai all’efficacia scenica di quello che rappresenta. Lo spettatore è condannato a chiedersi se è di fronte ad una narrazione naif o elaborata, se è l’autore o se sono i personaggi o gli attori a condurre il gioco, un gioco teatrale, un gioco antico, fatto di sketch, di porte che si aprono e che si chiudono, di battibecchi bassi e di monologhi alti, e un gioco popolare e contemporaneo, che ci attira offrendoci la riconoscibilità delle situazioni teatrali e ci piomba in un mondo che è il nostro, un mondo senza certezze, un mondo liquido, dove per orizzontarsi non servono più le idee, né quelle vecchie né quelle nuove, ma dove gli esseri umani – con tutti i loro difetti – non smettono mai di aggrapparsi alla speranza che sia il confronto con un altro essere umano a salvarli”.

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