Sold out per Toni e Peppe Servillo al Verdi di Pisa

Comunicato stampa

Anche a Pisa, come in tutti gli altri teatri della tournée, biglietti esauriti da mesi per Le voci di dentro di Eduardo de Filippo, firmata da Toni Servillo, in scena al Teatro Verdi martedì 11 e mercoledì 12 febbraio, alle ore 21.00.

Tutto straesaurito da mesi: un successo strepitoso per la commedia di Eduardo de Filippo firmata da Toni Servillo, prodotta da Teatri Uniti, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa e Teatro di Roma, in collaborazione con il Théâtre du Gymnase di Marsiglia in occasione di Marsiglia capitale della cultura 2013.

Protagonisti Toni e Peppe Servillo, insieme a una folta Compagnia di bravissimi attori di diverse generazioni, a partire da Gigio Morra e Betti Pedrazzi.

Accolto ovunque da sold out e file ai botteghini, Le voci di dentro è in tournée dallo scorso anno, in Italia e all’estero (nei prossimi mesi sarà, fra l’altro, a Londra e a Madrid, dopo aver toccato, fra le altre, San Pietroburgo in novembre e Parigi in gennaio).

A dieci anni di distanza dal successo di Sabato domenica e lunedì, Toni Servillo è tornato così al lavoro sulla drammaturgia napoletana e in particolare all’amato Eduardo, affrontandone questo testo del 1948, dal forte sapore profetico, capace di evocare drammaticamente il presente.

Spiega infatti lo stesso Servillo: “Questa è la commedia dove Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi, e quindi dello stesso pubblico. L’assassinio di un amico, sognato dal protagonista Alberto Saporito, che poi lo crede realmente commesso dalla famiglia dei suoi vicini di casa, mette in moto oscuri meccanismi di sospetti e delazioni. Si arriva ad una vera e propria ‘atomizzazione della coscienza sporca’, di cui Alberto Saporito si sente testimone al tempo stesso tragicamente complice, nell’impossibilità di far nulla per redimersi. Eduardo scrive questa commedia sulle macerie della Seconda guerra mondiale, ritraendo con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire. E ancora oggi sembra che Alberto Saporito, personaggio-uomo, scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore dicendogli che la vicenda che si sta narrando lo riguarda, perché siamo tutti vittime, travolte dall’indifferenza, di un altro dopoguerra morale”.

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