A Pisa la nuova coproduzione LTL Opera Studio, LES CONTES D’HOFFMANN

COMUNICATO STAMPA

LES CONTES D’HOFFMANN
Debutta sabato sera a Pisa il nuovo frutto del Progetto LTL Opera Studio.
L’opera andrà poi in scena a Livorno e a Lucca e, in autunno, a Novara.
Dirige Guy Condette, regia di Nicola Zorzi, scene di Mauro Tinti, costumi di Elena Cicorella.

PISA C’è grande attesa, nei tre teatri di tradizione toscani, per Les contes d’Hoffmann, il capolavoro più ambizioso di Jacques Offenbach, e quello dalla gestazione più tormentata, che vide la luce solo dopo la morte dell’autore, avvenuta nel 1880 quando ne stava portando a termine la composizione.
Proprio su Les contes d’Hoffmann, com’è noto, s’è incentrato il lungo lavoro di studio e preparazione del Progetto LTL Opera Studio, progetto che vede insieme i tre di Pisa, Livorno e Lucca e che proprio nel 2013, grazie al più che decennale intenso lavoro volto a promuovere e valorizzare i giovani cantanti e maestri collaboratori attraverso accurati stage annuali mirati di volta in volta a una coproduzione finale, ha vinto il Premio Abbiati – categoria “migliore iniziativa”.
Forte dunque di questo riconoscimento e della partecipazione, a questa nuova coproduzione, del Teatro Coccia di Novara, che ha così scelto di condividere questo rigoroso e insieme affascinante percorso di perfezionamento e alta formazione per i giovani cantanti e per le professioni legate al teatro musicale, il progetto LTL Opera Studio si appresta ad alzare il sipario sulla sua ultima creatura. Les contes d’Hoffmann va in scena a Pisa, al Teatro Verdi, sabato sera (8 febbraio, ore 20.30, recita inserita in abbonamento nella 47^ Stagione dei Converti della Normale, com’è ormai tradizione per le produzioni di Opera Studio) e domenica pomeriggio (9 febbraio ore 16).
Sarà poi al Teatro Goldoni di Livorno il 13 e 14 febbraio, al Teatro del Giglio di Lucca il 22 e 23 febbraio e al Teatro Coccia di Novara il 29 e 30 novembre.
Dirige il Maestro francese Guy Condette, Ordine al Merito in patria, una intensa e vasta carriera sinfonica, cameristica e operistica e insieme un notevole impegno anche sul versante degli stages per i giovani artisti. Tra le molteplici versioni dell’opera offenbachiana, a lui si deve la scelta di quella di Pierre Barbier del 1907 nell’edizione Choudens, ritenendola «la più chiara e comprensibile», pur nella sua innegabile difficoltà. La regia è del giovane veronese Nicola Zorzi (fra i suoi successi più recenti, la co-regia con Quirino Conti per Il Matrimonio segreto allo scorso Festival dei Due Mondi di Spoleto, e la sua regia del Macbeth per il Teatro Marruccino di Chieti e il Teatro dell’Aquila di Fermo). In piena sintonia creativa con due artisti di livello come lo scenografo Mauro Tinti e la costumista Elena Cicorella, e assieme a loro, Nicola Zorzi ha immaginato questi Contes come «un distillato onirico di quell’epoca, uno spazio sospeso che ci rimanda a un luogo dei divertimenti, un Luna Park della mente … Un carillon meccanico che fonda in sé non solo la parte razionale e quella fantastica della mente umana, tra invenzione meccanica e intuizione creativa, ma anche tre generi musicali: opera comica, operetta e dramma lirico, nei quali l’opera si compone-scompone».
La scelta dei cantanti, tutti molto giovani e provenienti da diverse parti del mondo, è frutto del Progetto LTL Opera Studio, secondo la cui prassi si alterneranno volta volta nei diversi ruoli.
L’orchestra è l’altrettanto giovane, ma ormai di rodata esperienza, Orchestra Arché; il coro è l’Ensemble vocale del Progetto LTL Opera Studio 2013, che vede tutti i giovani solisti partecipare anche alle parti corali, in collaborazione con Ars Lyrica, Maestro del coro Marco Bargagna; il disegno luci è di Michele Della Mea.

Con Les contes d’Hoffmann , com’è noto, Jacques Offenbach, tentò di uscire dal genere dell’operetta, di cui era ed è considerato unanimemente il padre, per cimentarsi in un progetto di più ampio respiro. Il libretto, scritto da Jules Barbier e Michel Carré, è ispirato a celebri racconti di E.T.A. Hoffmann, ed è proprio lo stesso Hoffmann, artista dallo spirito romantico e dalla personalità sfaccettata e poliedrica, ad essere qui protagonista e narratore dei suoi stessi racconti. Fiabeschi automi, scienziati ambigui, misteriose e mortali malattie provocate dal canto, amanti e corteggiatori, inquietanti presenze, si succedono in un caleidoscopio di situazioni sospese tra il fantastico e il sinistro.
Pochi i biglietti rimasti disponibili; per maggiori informazioni tel 050 941 111.
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Maria Valeria Della Mea
Fondazione Teatro di Pisa
responsabile settore Comunicazione
tel 050 941152 cell 346 1701568

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