Una settimana con César Brie al Teatro Era

COMUNICATO STAMPA

E’ dedicata al grande artista argentino CÉSAR BRIE, la prima settimana di febbraio del Teatro Era, con un laboratorio dedicato agli attori, due spettacoli e un incontro con il pubblico.
Diretto da Brie e interpretato da Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari In fondo agli occhi, spettacolo di nuova drammaturgia che affronta le tematiche della crisi e della malattia da questa prodotta e derivata, in scena venerdì 7, alle ore 21. L’indagine parte e si sviluppa da due differenti punti di vista: uno reale, in cui la cecità, malattia fisica, diventa filtro speciale attraverso cui analizzare il contemporaneo, e l’altro metaforico, in cui la cecità è la condizione di un intero Paese rabbioso e smarrito che brancola nel buio alla ricerca di una via d’uscita.

Sabato 8, ore 21 CÉSAR BRIE dirige ed interpreta Il mare in tasca, incentrato su un attore che si sveglia e scopre di essere stato trasformato in un prete, da qui inizia un dialogo tra l’attore, il prete e Dio. Tutti e tre parlano attraverso una sola voce; tutti e tre hanno un ruolo, degli spettatori, un impegno sociale. Il tema di questo spettacolo è l’amore, un tema che permette all’autore di rivedere la sua esistenza mentre il personaggio del prete permette all’attore di dialogare con Dio, nel quale non crede. A seguire incontro con l’autore.

Sono nato e cresciuto in un paese cattolico: l’Argentina.
Mi sono allontanato dalla chiesa a sedici anni ma ho potuto riflettere su questo rifiuto soltanto molti anni dopo, quando sono stato in grado di rivedere il mio passato.
La religione allora rappresentava una via, un tragitto di azioni sociali e spirituali che affermavano la mia fede, la diffondevano e mi inducevano a comportarmi secondo le sue regole e ad osservare il mondo attraverso di esse.
 Nell’abbandonare la religione, avevo coscienza di dover percorrere un’altra strada. Mi sono dedicato al teatro e ho formato parte di quel movimento teatrale in cui il lavoro artistico si mescolava all’impegno sociale.
Non sono religioso ma non ho messo una pietra sopra le mie esperienze dell’infanzia e dell’adolescenza.
Così, oggi, davanti ad un bivio nel mio cammino nel teatro, trovo una tonaca appesa ad un albero. La tonaca è quella di un prete, il bivio é la mia scelta di tornare a vivere e lavorare in America Latina, una terra così ricca da esportare caffè, mais, calciatori, scienziati, artisti, e così povera da non riuscire a tenerseli. L’albero dal quale pende la tonaca rappresenta questi anni di lavoro ostinato e di esilio volontario. I suoi frutti non sono soltanto le mie opere. Sono anche i miei errori, quello che ho distrutto, le fatiche inutili.
Sono il primo a stupirsi: i miei fallimenti hanno germogliato. Con quella tonaca e questi frutti ho costruito quest’opera.” Cesar Brie

FONDAZIONE PONTEDERA TEATRO
TEATRO ERA

Parco Jerzy Grotowski – Via indipendenza
Pontedera (PI) – tel. +39 0587.55720/57034
info@pontederateatro.it
www.pontederateatro.it

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