Quando Zarathustra pianse amaramente

di Sharon Tofanelli (Persinsala)

Per la regia di Maurizio Panici, arriva in scena Eva contro Eva. Le cicatrici del successo affrescate dalla penna di Mary Orr sul palco del Teatro Verdi di Pisa.

Stanca.
Potrei scaraventare indietro, trovandolo, l’inarrestabile scorrere dell’orologio cosmico, tornare agli anni illibati, ridere istericamente. Oppure potrei arrestarlo e morire e fatalmente, quanto fatalmente, questa soluzione mi attrae con più insistenza.
Una è lei, sublime Margo, volto di un’epoca in procinto di sbiadire. Decadenza cruda su questa storia, salotto in disuso, sala allietata da un vecchio charleston che tappeti e tessuti ingollano cannibalmente. Ecco, è soltanto una eco. Dormi.
Eva contro Eva, donna contro donna. Ha in sé, questa storia, le dinamiche dei re usurpatori, la narrazione di un tempo popolato da odierni, infinitesimali colpi di stato.
Ci parla di Margo, attrice vinta dall’età; e di Eva, “agnellino in un mondo di leoni” che riuscirà, a poco a poco, a sostituirsi a lei.
Eccoci a Pisa, Teatro Verdi, 18 gennaio. Il sipario si divide.
Un’epoca del genere, il secolo degli dèi morti si aspetta sicuramente una storia simile: la demolizione degli idoli, la patina dell’idolatira che si crepa, che vacilla, che cede il posto alla più disarmante, miserrima delle umanità. Margo, la regina del sipario è una creatura priva di certezze, la più scintillante tra le stelle, la più sofferente tra le donne. La vediamo attaccarsi ai cocktail, farsi anziana e ridicola sotto abiti odiosi e impropri. Tutti sappiamo – e lei per prima – che non può andare avanti. Eppure il suo mondo, il sipario lo impone. E su questa ribalta dove alla gloria dell’arte si alterna la decadenza umana, una sottile, delicata presenza s’insinua: Eva.
Intessuto come uno covo di ragni, la trappola dell’usurpatrice si rivela a sua volta un mezzo del destino, una sorta di dannato eterno ritorno in cui a sfavillio segue rovina, nuova nascita, e ancora morte. Non conosciamo il fato che sarà di Eva, ma è intuibile. Quando un’altra voce, un altro “agnello in un mondo di lupi” avanzerà nell’ombra. Eva sbiancherà.
Cosa aggiungere? Scenografie sofisticate, recitazione discreta, talvolta leggermente forzata (ma Pamela Villoresi, la Margo di stasera, ineccepibile). Bello il repertorio musicale in questo affresco di ascese e arrivismi, mentre la trama (che, ricordiamolo, è tratta da All about Eve, film del 1950, con una straordinaria Bette Davis) si intreccia con dinamismo ai personaggi, tutti ben caratterizzati.
Lo spettacolo si snoda senza difficoltà, interrotto soltanto da un breve blackout (e la Villoresi scherza in proposito con il pubblico prima di andarsene). Il vortice tentacolare di voci e giornali e il tempo che scorre come se lo trainassero per mano. La fine arriva in fretta, come l’inizio, in un camerino del retroscena. Cambia la star. E il gioco dell’oro e del sangue ricomincia.
Giù il sipario.
Non voglio essere come gli altri. O sì?


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Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Verdi
di Pisa
sabato 18 gennaio 2014, ore 21.00
domenica 19 gennaio 2014, ore 17.00

Eva Contro Eva
di Mary Orr
versione italiana di Maurizio Panici e Marzia.G. Lea Parcella
regia Maurizio Panici
con Pamela Villoresi, Romina Mondello, Luigi Diberti, Massimiliano Franciosa, Stefania Barca e Alessia Spinelli
scene Giorgio Gori
costumi Lucia Mariani
luci Emiliano Pona
video Andrea Giansanti

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