Pis’Artè | ‘Volesse il Cielo’, POP tra canonico e underground

Passeggiando per Borgo Stretto, immagino vi sia capitato di essere attratti da quegli artisti dall’aspetto nomade che disegnano sul pavimento dei loggiati. Sovente i soggetti sacri rappresentati sono tratti dalla pittura rinascimentale. Questi artisti di strada sono conosciuti come ‘madonnari’. In campo musicale questo appellativo assume un altro significato: così si identificano i ‘patiti’ della cantante pop Veronica Ciccone, alias Madonna. ‘POP’ è l’abbreviazione del termine inglese popular; chi, se non la Vergine e Madre Maria, o piuttosto, le sue immagini sacre (icone), può essere definito POP? L’immediatezza comunicativa delle immagini, d’altronde, supera le barriere culturali e linguistiche. La loro produzione, come quella dei riti collegati, non segue sempre i canali ufficiali (canonici): quella direttamente commissionata dalla Chiesa è sempre stata affiancata da una produzione spontanea, in alcuni casi alternativa, underground. Nell’antica Roma il culto domestico delle divinità protettrici della casa, della famiglia e degli spiriti degli antenati defunti (Lari, Penati e Mani) prevedeva l’utilizzo di statuette artigianali, collocate su piccoli altari a forma di edicola. Oggi teniamo sui nostri mobili fotografie dei cari estinti, santini, immaginette sacre, monili etc.

Sacro e profano spesso di fondono in un intreccio inestricabile, nell’umana necessità di condividere valori e misteri, identificarsi, trovare consolazione e risposte agli interrogativi fondamentali dell’essere umano.

Il culto di Mitra, religione misterica di origine ellenistica, fu molto popolare nell’antica Roma; dapprima appannaggio dei soldati, permeò gli strati più alti della società, fino al IV secolo. San Girolamo ne descrisse i sette gradi di iniziazione, agli adepti venivano prescritte abluzioni purificatorie simili al Battesimo, l’agape era il banchetto rituale che si teneva a base di vino, acqua e pane, secondo uno schema affine a quello praticato nell’Eucarestia. Probabilmente, mutuando alcuni riti dal culto cristiano delle origini, ebbe la funzione di preparare il campo all’affermazione della Chiesa di Roma dopo la caduta dell’Impero e, in parte, in continuità con esso. Successivamente, all’interno del Cristianesimo, la canonizzazione vescovile dei Santi, dal IV al X secolo, rispose allo stimolo della vox populi accettandone e regolandone la venerazione con moto spontaneo e collettivo. A quest’apertura si accompagnarono forme di appropriazione e personalizzazione del culto: religione e tradizione popolare si ‘integrarono’.

Ancora oggi, ad esempio, si accumula un’incalcolabile produzione, in continua evoluzione, di edicole votive ed ex voto che punteggiano gli angoli e i passaggi delle nostre strade e che, in una città come Napoli, “è orchestrata con sapiente disegno, anche se a prima vista si ha l’impressione di un’improbabile accozzaglia. Possono considerarsi opere d’arte collettiva, work in progress di comunità più o meno piccole?”

Sicuramente sono tracce di un modo d’essere, Cultura.

Nel settembre 2012, su suggerimento degli storici Cristiano Giometti e Lorenzo Carletti dell’Associazione culturale ‘Artiglio’, i due fotografi Paolo Vezzoni e Maurizio Bottazzi si sono recati a Napoli per la realizzazione di un reportage sulle edicole votive. Grazie alla collaborazione dello storico dell’arte napoletano Luigi Coiro, sono state selezionate circa 70 edicole dei quartieri popolari.
Dal lavoro congiunto con Serena Giordano, autrice di un saggio, è nato il volume AVUMMARIA! – Arte e devozione per i vicoli di Napoli (ed. Felici). Il volume, prettamente fotografico, è stato presentato lo scorso ottobre al Teatro Rossi Aperto con una mostra fotografica di Lorenzo Carletti, Paolo Vezzoni e dell’artista pisana d’adozione Tekiuen i quali hanno documentato anche alcune edicole votive pisane, e in occasione dell’inaugurazione della mostra Volesse il Cielo, presso il Caffè letterario Volta Pagina.

Volesse il Cielo, organizzata dall’Associazione culturale ‘Artiglio’ e patrocinata dal Comune di Pisa, è la mostra che fino al 25 gennaio, vi introdurrà a questa forma d’espressione collettiva e spontanea.
Dalle ore 16:00 alle 20:00, presso lo Spazio espositivo Sopra le Logge, ingresso libero, potrete visitare:
VICOL E’ (Napoli, Genova, Pisa), fotografie di Paolo Vezzoni e Maurizio Bottazzi;
EX-VOTO-SUSPECTO, installazione di Tekiuen;
MIRACOLI, video installazione di Serena Giordano.

Info web: www.avummaria.org

“Amo Napoli perché mi ricorda New York…Come New York è una città che cade a pezzi, e nonostante tutto la gente è felice…” Andy Warhol

La notte di San Ranieri ogni finestra che si affaccia sui nostri Lungarni s’illumina…sembrano edicole votive…

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