Spettacoli dalle gambe lunghe

di Luciano Uggè e Simona M. Frigerio (Persinsala)

Grande successo a La Città del Teatro di Cascina per The History Boys, uno spettacolo giunto alla quarta Stagione che mantiene intatta la propria freschezza.

Un’educazione sentimentale in puro stile British con gara per entrare a Oxbridge, professore carismatico, classe rigorosamente maschile, confessioni da spogliatoio, citazioni erudite e stacchi goliardico-musicali (utilizzando il trattino tanto caro a Hector). The History Boys è, in breve, un ritratto ormai entrato nell’immaginario comune – grazie anche ad altre opere teatrali e cinematografiche – di quella Gran Bretagna giovane che, grazie al Welfare State, poteva ancora sognare di conquistarsi il proprio posto al sole. Prima dell’avvento del thatcherismo e dei successivi governi (anche laburisti) che hanno portato a una situazione scolastica che il Sole 24 Ore definisce: non aperta, senza garanzie di mobilità sociale e per nulla meritocratica – in altre parole, un privilegio per i pochi che possono permettersi gli istituti privati.

A La Città del Teatro di Cascina, dopo quattro Stagioni di interrotti successi, gli history boys sembrano ormai confondersi con i loro interpreti, quasi fossero la loro seconda pelle. E bastano pochi minuti di spettacolo per capire che il successo della produzione teatrale risiede nell’affiatamento della squadra, diretta con maestria da un De Capitani nelle doppie vesti (come spesso accade) di regista (con Ferdinando Bruni) e attore, nel ruolo di Hector – l’insegnante carismatico succitato. Accanto a lui, un’eccellente Debora Zuin (unica donna del cast), che non fa rimpiangere l’assenza di Ida Marinelli (altrettanto brava e che, ricordiamo, proprio per questo ruolo ha vinto un Premio Ubu come Miglior attrice non protagonista) e, anzi, illumina la scena con femminile intelligenza e caustica ironia.
 Perfetto il meccanismo, ben oliato in ogni sua parte. Ritmi precisi, uscite di scena sempre al momento giusto, un mix di risate, pathos e amarezza condito sapientemente con quello humour un po’ snob e molto British che rende Bennett un autore sempre – e giustamente – gradito al pubblico.

Unico particolare che non ci ha convinto del tutto è la sostituzione – dovuta a impegni di lavoro – di Marco Cacciola con Riccardo Bocci, che lavora con garbo per sottrazione ma manca di quell’ambiguità e di quella forza attorale che facevano di Cacciola un antagonista all’altezza di De Capitani, dato che The History Boys è anche questo: lo scontro tra due generazioni di insegnanti, tra due metodi di raccontare la storia, tra due filosofie di vita, tra quel Welfare State che ancora ci cullava e il conservatorismo liberista che avrebbe lasciato senza speranze migliaia di giovani inglesi.

Lo spettacolo è andato in scena:

domenica 1° dicembre, ore 21.00
La Città del Teatro
Cascina (Pisa)
The History Boys

di Alan Bennett
traduzione Salvatore Cabras e Maggie Rose
regia Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani
con Elio De Capitani (Hector), Gabriele Calindri (Il preside), Debora Zuin (Mrs. Lintott), Riccardo Bocci (Irwin), Giuseppe Amato (Scripps), Marco Bonadei (Rudge), Angelo Di Genio (Dakin), Loris Fabiani (Lockwood), Andrea Germani (Timms), Vincenzo Zampa (Posner), Alessandro Lussiana (Akthar), Giacomo Troianiello (Crowther)
luci di Nando Frigerio
produzione Teatro dell’Elfo

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