In gabbia per San Paolo, la chiesa “ferita” diventa un caso nazionale

da La Nazione

IL GRIDO di allarme per la chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno diventa un caso nazionale. Meno di tre settimane fa lo scrittore pisano Sergio Costanzo si era fatto protagonista di una clamorosa (e a quanto pare assai incisiva) forma protesta per sensibilizzare le istituzioni sulle condizioni strutturali della chiesa ormai chiusa e transennata da gennaio 2012: Costanzo si era fatto fotografare dietro alla rete del cantiere, in gabbia. Proprio come la chiesa. E dopo poche ore, sul social network — grazie anche all’amico pisano doc Marco Tito Fortunati — era nata la pagina-evento «Salviamo piazza San Paolo a Ripa d’Arno». Risultato: decine e decine di foto, quasi duecento. Stessa posa, stesso Sos.

UNA MOBILITAZIONE spontanea (presenti anche Salvatore Settis, il pittore Enrico Fornaini, alcuni consiglieri comunali e diverse associazioni tra cui Stile Pisano e Amici di Pisa…) per denunciare l’abbandono di quello che non è solo un luogo di culto, ma anche un patrimonio artistico e culturale della città. Un gioiello che rischia di essere dimenticato. Adesso la crociata per salvare San Paolo a Ripa d’Arno sbarca in diretta tv: oggi (tra le 17 e le 18) lo scrittore Sergio Costanzo sarà tra gli ospiti della trasmissione tv «Alle falde del Kilimangiaro» (RaiTre) condotta da Licia Colò la cui troupe, due settimane fa, ha già girato in città alcune immagini.

«PARTENDO proprio dalla chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno — spiega Costanzo — parleremo anche della Chiesa dei Cavalieri, della Certosa di Calci e delle Navi Pisane. Ovvero della tutela e della preservazione dei beni culturali e architettonici pisani». Con lui ci sarà anche Silvia Piccini, presidente di ConfGuide di Confcommercio. Anche a lei il compito di parlare di arte, cultura e accoglienza della nostra città, con un focus particolare sulle realtà artistiche pisane che versano in uno stato generale di abbandono. E se la presenza in tv è un’occasione importante per sensibilizzare sul problema di San Paolo a Ripa d’Arno, la mobilitazione comunque non si ferma: «Se è bel tempo — scrive Sergio Costanzo sul social network — fate un salto in piazza e fate aktre foto. La silenziosa voce delle nostri immagini, sta viaggiando velocemente, manteniamo questo respiro». E tra le iniziative in cantiere lanciate nel gruppo facebook c’è anche un concerto, da organizzare proprio in piazza, di fronte alla chiesa. «Mettendo un euro ciascuno per pagare la Siae».

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