Diario di un’artista | Io & Pisa

di Cristina Gardumi

Sono consapevole che molti dei limiti che ci poniamo nel corso della vita sono frutto delle nostre paure, e che il luogo dove viviamo incide in realtà marginalmente su di esse e sul loro superamento. Ma una cosa la posso affermare con certezza: l’aspettativa di chi ci circonda è veleno.
Io l’ho imparato tra l’operoso Nord Italia, dove è scontato diventare da grandi animali produttivi, e la schizofrenica Roma, dove devi paradossalmente abbandonarti ai riti convenzionali richiesti agli attori o agli artisti per guadagnarti la possibilità di emergere.

A Pisa ho riscoperto la libertà di tentare strade nuove senza temere giudizi, senza l’obbligo di dovermi adattare all’opinione comune. È qui che ho ritrovato la mia strada in pittura e lo spazio fisico e spirituale per seguirla; e allo stesso modo qui ho trovato pur senza cercarle nuove realtà teatrali a cui appoggiarmi per continuare il mio lavoro come attrice. Anche ora se mi chiedono “cosa fai” sento un brivido lungo la schiena e la bocca mi si secca.
La risposta non mi viene mai.
Allora dico “sono un’attrice” (perché ho anche un diploma che lo dice) e a volte dico “faccio la pittrice” (perché sta scritto da qualche altra parte, un po’ più in là). Quando sono più sfrontata (raramente) dico “sono un’artista visiva” e spero che la folgore del Dio dei Picassi mi risparmi ancora una volta.

La verità è che quando mi chiedono “cosa fai” vorrei dire solo: cerco.

 

L’ARTE DI CRISTINA GARDUMI – LINK

 

 

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