Conversando lungo il Nilo: l’Antico Egitto nel racconto di Ippolito Rosellini

Dal 14 al 16 giugno nella prestigiosa sede dell’Auditorium di Palazzo Blu, si terrà il convegno internazionale “Talking along the Nile. Ippolito Rosellini, travellers and scholars of the 19th century in Egypt”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Storiche dell’Università di Pisa. La nascita dell’egittologia come scienza passa attraverso le esperienze dei viaggiatori e dei pionieri in Egitto all’inizio dell’Ottocento: se ne ripercorreranno pertanto le testimonianze, secondo un filo conduttore rappresentato dalla figura di primo piano di Ippolito Rosellini, il primo grande studioso italiano della civiltà egizia. Occasione per la conferenza è la presentazione dei risultati del Progetto Rosellini, ideato e coordinato dalla Prof. Marilina Betrò, docente di Egittologia all’Università di Pisa e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fisa. Il progetto mira alla digitalizzazione e immissione in rete del materiale, ancora in gran parte inedito, prodotto dalla Spedizione Letteraria Toscana in Egitto guidata da Ippolito Rosellini tra il 1828 e il 1829. Si tratta di un ricchissimo patrimonio documentario, fatto di circa 1400 disegni, immagini dei reperti recuperati e schedati nel corso della spedizione, manoscritti, lettere e preziosi appunti compilati dal giovane archeologo italiano.

Considerato il padre fondatore dell’egittologia italiana, Ippolito Rosellini nacque a Pisa il 13 agosto 1800. Insegnante di ebraico e arabo all’Università della città natale, si deve a lui l’istituzione nel 1826 della prima cattedra al mondo di egittologia presso l’Università di Pisa. Nel 1825 conobbe il francese Champollion, ormai famoso per la sua decifrazione dei geroglifici (1822). Una profonda e fraterna amicizia li legò subito e Rosellini divenne il fedele discepolo dell’egittologo francese: insieme progettarono una spedizione scientifica in Egitto per approfondire lo studio dei geroglifici e raccogliere documenti sulla civiltà egizia. Carlo X re di Francia e Leopoldo II Granduca di Toscana finanziarono la spedizione, che partì il 31 luglio 1828 e rientrò il 27 novembre 1829; le due missioni, francese e toscana, viaggiarono e operarono insieme, con lo Champollion come direttore generale e scientifico. Un quadro, conservato al Museo Archeologico di Firenze, in cima allo scalone d’ingresso, raffigura i membri delle due missioni: fu realizzato dal pittore Giuseppe Angelelli al rientro dal viaggio in Egitto. I numerosi oggetti raccolti durante il viaggio furono equamente suddivisi al ritorno tra Parigi e Firenze. Purtroppo Champollion morì prematuramente nel 1832, lasciando a Rosellini l’enorme impegno di pubblicare i risultati della spedizione, che confluirono nell’opera “I Monumenti dell’Egitto e della Nubia”, in 9 volumi, a cui l’egittologo pisano si dedicò fino alla morte, avvenuta nel 1843. Studioso appassionato e instancabile, affrontò la missione in Egitto con lo spirito intraprendente ed entusiasta del pioniere ma anche con il rigore e la meticolosità dell’accademico, come emerge dalle pagine introduttive della sua opera:

Risalendo il Nilo dal Basso Egitto fino a Syène, e poi nella Nubia internandoci fino alla seconda Cataratta, raccogliemmo studiosamente e copiammo tutti i nomi dei re che si trovano sui grandi edifizi, o nelle catacombe o sui più trascurati e minimi frammenti che l’inclemenza del tempo, o il furore degli uomini più danneggiarono, e qua e là dispersero sul terreno. Spesse volte, con lungo lavoro di molte braccia, scuoprimmo dei nuovi nomi reali, nettando e dissotterrando molte parti di edifizi che le sabbie sopravegnenti nascondevano od ingombravano. Poscia, esaminando di nuovo al ritorno i luoghi medesimi, e soggiornandovi più lungamente e con miglior frutto, per la maggior attitudine acquistata a giudicare dei monumenti e a ben discernere i caratteri della scrittura, i già copiati nomi riconfrontammo, ricopiammo, correggemmo.

Di seguito il programma completo del convegno:

Program_Talking along the Nile

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