In scena all’Arsenale “Il Mundial Dimenticato” di Lorenzo Garzella

Un misterioso scheletro con in mano una macchina da presa, rinvenuto negli scavi paleontologici di Villa El Chocon nella Patagonia Argentina, richiama l’attenzione su una pagina dimenticata della storia del calcio: i Mondiali del 1942 in Patagonia. Le indagini sveleranno infatti che i resti umani rinvenuti sono quelli di Guillermo Sandrini, cineoperatore argentino di origini italiane, ex fotografo di matrimoni e inventore per hobby, ingaggiato per “filmare i Mondiali in modo memorabile e rivoluzionario”. La pellicola ancora presente nella macchina da presa promette di svelare la verità sul risultato della finale del Mundial dimenticato. Non è una pagina di fantastoria, ma la trama del film del regista pisano Lorenzo Garzella che sarà proiettato questa sera (8 giugno 2012) a Pisa al cineclub Arsenale. Il film ricostruisce le fantomatiche vicende dei Mondiali di Calcio di Patagonia 1942, mai riconosciuti dagli organi ufficiali dello sport e rimasti per decenni avvolti nella leggenda senza che se ne conoscesse il vincitore. Il campionato fu organizzato grazie all’accanito impegno del Conte Vladimir Otz, stravagante e visionario mecenate illuminista di origini balcaniche, emigrato in Argentina negli anni 30. Una trama originale, fantasiosa, che ha dato a Lorenzo Garzella la possibilità di esprimere tutta la sua abilità creativa, un gioco che si alterna sin dall’inizio tra fantasie plausibili, linguaggi video della documentaristica storica, trovate esilaranti, virtuosismi tecnici. Garzella, che ha esplorato più volte il mondo del calcio come soggetto cinematografico,è riuscito a creare un film che è un  omaggio ai valori dello sport e allo spirito del calcio, quello vero lontano da interessi economici, non mercificato. Nel film, dodici  squadre, rappresentative di altrettanti Paesi, mentre il mondo si dilania nell’orrore della seconda guerra mondiale, si contendono la Coppa Rimet, in campo sfilano 12 nazionali composte non da giocatori professionisti ma da immigrati. Operai, minatori, ingegneri, militari e pescatori, esiliati e rivoluzionari in fuga. Una favola che entusiasma, ricca di trovate che fanno ridere con intelligenza, lasciando poi il desiderio, come spesso accade, di credere nelle favole. Cosi confrontandosi con una realtà dominata dall’ennesimo scandalo scommesse e con un calcio che non è più sport, viene voglia di credere che ci sia stato veramente un mondiale in Patagonia nel 42, sottoscrivendo l’appello per “Patagonia 2026”. Alla proiezione del Film sarà presente il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi che ha definito l’ultimo lavoro di Garzella “un regalo alla città” l’ennesima dimostrazione che “a Pisa c’è qualcosa” che stimola creatività.


 

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