A Pisa questo fine settimana La Bohème, capolavoro pucciniano fra i più amati

Ancora un ’tutto esaurito’ per questo fine settimana al Teatro Verdi. Prevedibile, del resto, visto che ad andare in scena è uno dei capolavori pucciniani più amati, LA BOHÈME: sabato 14 gennaio alle ore 20.30 e domenica 15 gennaio alle ore 16.00.
Quinto titolo della Stagione Lirica, LA BOHÈME è un nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca, in coproduzione con Teatro Verdi di Pisa, Teatro Alighieri di Ravenna e Teatro Goldoni di Livorno, firmato da Marco Gandini per la regia, collaboratore storico di Franco Zeffirelli, attualmente docente di drammaturgia all’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici del Teatro alla Scala di Milano, e per le scene da Italo Grassi, tra i suoi ultimi impegni la Betulia Liberata di Mozart diretta da Riccardo Muti, andata in scena nel 2010 al Festival di Salisburgo e al Ravenna Festival.
Anna Biagiotti firma invece i costumi, Marco Minghetti le luci. Sul podio il M° Francesco Bonnin. Orchestra e Coro della Toscana, Maestro del Coro Marco Bargagna; Maestro del Coro Voci Bianche Sara Matteucci.
Il cast di Bohème, opera per antonomasia legata alla giovinezza, è composto da giovani talentuosi artisti selezionati in lunghe sedute di audizioni. Nel ruolo di Mimì Mina Tasca Yamazaki (14)/ Jessica Nuccio (15); Musetta Cécile Limal (14)/ Ewa Majcherczyk (15); Rodolfo Marcelo Puente (14)/ Marco Frusoni (15); Marcello Sergio Vitale, Schaunard Alessio Arduini (14)/ Gabriele Nani (15); Colline Nicolai Karnolsky (14)/ Francesco Milanese (15); Parpignol e Benoît Antonio Pannunzio, Alcindoro Alessandro Calamai, Sergente dei Doganieri Antonio Della Santa.
I personaggi dello spettacolo che il pubblico vedrà questo fine settimana si muovono, quanto ad ambientazione, all’interno di un allestimento ‘fine ottocento’, periodo corrispondente a quello della composizione del melodramma pucciniano, rispettando e traducendo in maniera assolutamente fedele la drammaturgia con cui Puccini ha voluto informare l’opera: se il primo e il secondo atto racchiudono le gioie, gli incanti e la spregiudicatezza della gioventù incosciente ed inconsapevole, il terzo e quarto atto segnano di contro un improvviso e doloroso cambio di passo, la schiacciante consapevolezza della caducità della vita sopraggiunge improvvisa ed inaspettata a scardinare alla base ogni possibilità di gioia futura. La scenografia è stata quindi progettata in modo da assecondare, ed anzi esaltare, la peculiare struttura dell’opera, che necessita di stretta continuità fra i primi due atti e gli ultimi due. La soffitta dei ragazzi diviene spazio metafisico e racconta l’impossibilità di ogni azione artistica e creativa, e la spensieratezza muta di segno per diventare dolore, sofferenza, ineluttabile percorso verso la morte.
Pochissimi i posti rimasti ad oggi disponibili.
A Puccini sarà dedicata inoltre una lezione spettacolo di Carlo Majer venerdì 27 gennaio alle ore 17 in Sala Titta Ruffo, con ascolto di registrazioni inedite e proiezioni video, appuntamento prezioso assolutamente da non perdere.
Per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941111 e www.teatrodipisa.pi.it

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