Proposta di valorizzazione di alcuni luoghi della città

Nell’ambito della presentazione del libro di Tomaso Montanari alla Gipsoteca di piazza San Paolo, a partire dall’acquisto del Crocifisso attribuito a Michelangelo da parte dello Stato, si è affrontato il discorso della quantità di mostre organizzate in Italia che rimangono senza pubblico o con uno scarso riscontro scientifico. Ci sono invece in alcune delle nostre città d’arte, fra cui Pisa rientra senz’altro a pieno titolo, una serie di luoghi a volte addirittura chiusi al pubblico, che non hanno una loro giusta valorizzazione e che sono poco conosciuti dai cittadini stessi.Il centro di Pisa, per la sua particolare conformazione può essere interpretato come un unico bacino espositivo. La storia della città medievale si distribuisce dalla piazza del Duomo in tutta un’altra serie di spazi, ma anche la Pisa antica e quella moderna hanno sicuramente valore attrattivo. A partire dalla discussione durante quella iniziativa una piccola serie di circostanze mi hanno portato a riflettere su alcuni punti:1.la giornata del FAI. L’iniziativa annuale del FAI di aprire luoghi che abitualmente non sono nel circuito turistico ha sempre un grande successo di pubblico in tutte le città dove viene effettuata. Mi ècapitato di vedere delle lunghe file di persone che a Roma volevano visitare il palazzo del Grillo o quello dell’ordine di Malta sull’Aventino. Anche a Pisa, una chiesa non così ricca di opere d’arte come quella di San Giorgio nella piazzetta omonima, nello scorso marzo, grazie a brevi visite guidate organizzate dai volontari del FAI, ha avuto una serie ininterrotta di visite per tutta la giornata. Mentre la visita al contiguo Teatro Rossi era resa più animata da una serie di letture fatte da bravi attori che si ripetevano a orari fissi.2.Nell’ambito della stagione di danza del Teatro Verdi, si è sperimentato un’anteprima del balletto conclusivo della stagione, realizzato in una casa non abitata ma con degli spazi molto belli in via Pietro Gori. Il fatto che la compagnia di ballo vi avesse ambientato questo piccolo spettacolo, ha conferito al luogo una nuova vita e l’effetto è stato di grande fascino anche perché i ballerini erano molto bravi sia pure in uno spazio non deputato ad accogliere danzatori.3.Succede spesso quando si vanno a visitare le chiese nei paesi del centro Europa, oltretutto molte più povere di capolavori rispetto alle nostre, di fermarsi volentieri perché c’è sempre qualcuno che prova uno strumento e che suona i canti per le funzioni. Non sono dei veri concerti, a volte sono solo prove, a volte anche un musicista occasionale che si siede a suonare l’organo, però tutto concorre a far risaltare l’interno della chiesa e far fermare il visitatore un po’ più a lungo.4.Giugno Pisano. Anche quest’anno gli appuntamenti a carattere culturale erano più di cento. Questo è senz’altro sinonimo di grande ricchezza, di interesse e di amore per la città. Però a volte le iniziative sono in coincidenza, si fa fatica a trovare pubblico per tutte, si perde un’occasione vera per creare una organizzazione più costante e radicata di incontri e divulgazione.5.La città è ricca di Associazioni che contano anche in buona parte sul lavoro volontario dei loro soci. Ci sono molte energie e disponibilità temporali che forse meriterebbero un incanalamento in finalità più costanti e più legate a un territorio da valorizzare.6.Altri luoghi importanti verranno presto recuperati nell’ambito dei progetti del PIUSS. Grazie ai finanziamenti che arrivano sul settore della cultura e del turismo, presto i luoghi monumentali della città avranno opportune segnalazioni e saranno indicati nell’ambito di percorsi tematici anche legati ai quartieri.Tutto questo fa pensare che potremmo tutti insieme fare un esperimento intitolato: “Valorizzazione dell’esistente”. Mi piacerebbe che individuassimo insieme una decina di luoghi da far vivere agli occhi della città e dei visitatori stranieri magari individuando per ciascuno di loro un giorno la settimana e un orario e qualcuno che se ne prenda cura. Per spiegarmi meglio faccio qualche esempio:La chiesa di Sant’Andrea è un luogo molto particolare all’interno di un bel quartiere che è quello di San Francesco. Ha appena usufruito di un importante restauro e al suo interno opera una compagnia teatrale di grande prestigio che sono i Sacchi di Sabbia. Se si potesse istituire un’ora la settimana in cui la chiesa rimane aperta al pubblico, si potrebbe chiedere ai Sacchi di Sabbia di farvi, in quell’ora, una prova aperta delle loro rappresentazioni abituali, non un vero spettacolo ma una forma di animazione dello spazio. Oppure chiedere a un volontario degli amici dei Musei, di essere in quell’ora disponibile per raccontare a un eventuale pubblico una breve storia della chiesa e del suo legame con il quartiere storico.Altro esempio la Gipsoteca di piazza San Paolo: è in gestione all’Università che la tiene aperta un giorno alla settimana, ma è un luogo fortemente attrattivo anche per la meravigliosa collezione di calchi di statue antiche. Anche in questo caso un accordo con l’università potrebbe prevedere una ulteriore apertura curata da volontari di associazioni di tipo archeologico che potrebbero raccontare la storia di ciascuna delle statue replicate in quella sede, componendo un vero e proprio ciclo settimana dopo settimana.Un altro spazio bello ma non frequentato è la cappella circolare di Sant’Agata dietro la piazza di San Paolo a Ripadarno. Potrebbe servire anch’essa, con un cadenza periodica, a raccogliere turisti che dalla Cittadella si spingano nel quartiere di Mezzogiorno che non è così abituato al turismo culturale. Ma che lo sarà sempre di più, se si pensa alla ristrutturazione della Domus Mazziniana come museo del Risorgimento e al progetto di conservazione e valorizzazione del murale di Haring.Per Pisa è questo un momento particolarmente fortunato. Le mostre di Palazzo Blu hanno dato una svolta alla tradizione espositiva; Palazzo Lanfranchi si sta radicando come Museo della Grafica, il nuovo centro espositivo di San Michele degli Scalzi, in via sperimentale, ha raccolto numeri di visitatori notevolissimi soprattutto per le mostre di Munari e Anna Frank. Anche i musei Nazionali di San Matteo e Palazzo Reale stanno mettendo in pratica nuove strategie per attirare visitatori. Tra l’altro le lezioni di musica aperta di Maurizio Baglini hanno avuto un grande successo nelle belle sale di Palazzo Reale. La stessa forma di valorizzazione, anche con operazioni di profilo più quotidiano si può pensare per altri luoghi.Solo in questo modo la futura città del dopo PIUSS con i nuovi musei della Cittadella Scientifica e delle Navi Romane, il percorso delle Mura, il completamento del Polo Espositivo di San Michele degli Scalzi ecc.. troverà al suo interno degli spazi vivi, frequentati e inseriti nella storia ricchissima di una città dove la storia e la cultura hanno sempre animato i luoghi. Ed è forse così che il grande bacino del lavoro volontario di decine e decine di cittadini troverà una forma di visibilità maggiore e forme di collaborazione anche con cooperative e piccole imprese che lavorano nel campo della promozione turistica o della elaborazione culturale. E’ certo necessario un grande sforzo di coordinamento e un salto qualitativo nelle forme organizzative.E’ per questo che vorrei capire se questa proposta può trovare terreno fertile e se si può perseguire qualche obiettivo comune anche se minimo, per il momento in una via più sperimentale. Se dunque avete qualche suggerimento da mandare, anche con indicazioni di luoghi da valorizzare, mi fa molto piacere riceverlo. Vi prego però di utilizzare una forma di comunicazione estremamente coincisa. Possiamo anche prevedere un incontro su questo tema nel mese di settembre. Vi ringrazio per l’attenzione e auguro a tutti buone vacanze.

Silvia Panichi

Twitter del.icio.us Digg Facebook linked-in Yahoo Buzz StumbleUpon

Comments are closed.